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MARIO BOZZI SENTIERI
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Notizie (30/06/2010) 30 GIUGNO 1960 CELEBRARE NON BASTA (18/03/2010) LA MIA DESTRA (07/02/2010) 10 FEBBRAIO 2010 GIORNO DEL RICORDO (01/10/2009) LA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DI CENTRODESTRA (28/06/2009) INCONTRO QUALE CULTURA PER IL PDL ? (16/04/2009) E' MORTO GIANO ACCAME (19/03/2009) VERSO IL PDL (14/02/2009) GENOVA ZENA IN EDICOLA (10/10/2008) NASCE MERITO (02/07/2008) CONVEGNO DESTRA SOCIALE (10/06/2008) AZIONE POLITICA N.76 (07/05/2008) CONVEGNO: LE RADICI E IL FUTURO DEL CENTRODESTRA (27/01/2008) NUOVO LIBRO BOZZI SENTIERI (05/10/2007) CONCERTAZIONE ADDIO (dal Secolo d'Italia 5.10.2007 (05/10/2007) NEWS N.62 (14/07/2007) NEWS 56 (14/07/2007) NEWS 55 |
(10/06/2008) AZIONE POLITICA N.76
N. 76 - 9 GIUGNO 2008 AZIONE POLITICA - LA DEMOCRAZIA ECONOMICA AZIONE SOCIALE - L'UGL E LA CONTRATTAZIONE * IL COMITATO "L'ITALIA DELLE TRADIZIONI POPOLARI" * IL PROGETTO CONSUMATORI E MERCATO * IDEE PER LA FAMIGLIA AZIONE CULTURALE - IL '68 * L'ANTI '68 * IL POST '68 * NASCE LA TV NONCONFORME +++ BLOCK NOTES RICORDI DI UN CORRISPONDENTE DI GUERRA – Martedì 10 giugno – ore 18 a Genova (Palazzo Ducale – Sala Minor Consiglio – Il Centro Culturale “La Maona” presenta il libro di Attilio Viziano “Ricordi di un corrispondente di guerra” (a cura di Carlo Cucut e Roberto Bobbio) – partecipano, insieme all’autore e ai curatori, Giovanni Grimaldi, Stefano Monti Bragadin , Massimo Zamorani, Franco Monteverde. +++ OLOCAUSTI DIMENTICATI - Sabato 14 giugno ore 16 a Lavagna-GE (Sala E. Albino. Biblioteca Civica. Piazza Ravenna 3) la rivista "Storia Verità" presenta "Indagine sugli olocausti dimenticati". Partecipano: Mario Bozzi Sentieri, Roberto Roggero, Bruno Pampaloni, Enzo Cipriano, Alberto Rosselli, Dalmazio Frau. +++ INSORGENZE ANTIGIACOBINE - Mercoledì 18 giugno ore 17,30 a Genova (Sala Via S. Zita 2) l'Associazione "Ordine Futuro" invita all'incontro su "Le Insorgenze antigiacobine - Dalla Vandea ai Viva Maria". Partecipano: Massimo Mallucci, Raimondo Gatto. +++ il fondino L'ULTIMA SFIDA: LA DEMOCRAZIA ECONOMICA Tra i temi bi-partisan su cui ci piacerebbe vedere impegnata l’attuale legislatura, da più parti definita “costituente”, c’è anche quello della riforma partecipativa. A dirlo non siamo solo noi, inguaribili sostenitori della cogestione e dell’applicazione del dettato costituzionale, che riconosce “il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”. L’invito è venuto, nei giorni scorsi, dal leader della Cisl Raffaele Bonanni, da sempre sostenitore della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, che ha accolto, con soddisfazione, un’apertura del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi. In un’intervista al “Corriere della sera”, il Ministro aveva parlato di “lavoratori-azionisti”, sottolineando l’essenza interclassista del governo e la volontà di inaugurare “una fase post ideologica nella quale lavoratori e imprenditori condividono obiettivi e risultati”. In realtà lo stesso Sacconi si è subito affrettato, nelle ultime ore, a rettificare possibili interpretazioni “estensive”, specificando come sarebbe una contraddizione se una forma di partecipazione dei lavoratori si realizzasse in termini ostili alla proprietà , mentre quello che conta è realizzare il modello collaborativo e all'interno di esso sviluppare l'idea che i lavoratori oltre che partecipare ai profili negativi del rischio d'impresa, possano partecipare anche a quelli positivi dello stesso rischio.Rimane comunque la sostanza del tema, che ha aperto anche significative crepe all’interno del Pd, diviso tra il disincanto dei vecchi diessini e la disponibilità dell’ala cattolico-riformista. Siamo evidentemente alle prime battute. Ciò che più conta, insieme al trasversalismo che il tema provoca, è che non si parte da zero. E non solo perché, nella scorsa legislatura sono state presentate diverse proposte di legge sull’argomento. Il tema della partecipazione ha, nel nostro Paese, una grande tradizione, complessa e culturalmente trasversale, che affonda nella Dottrina Sociale della Chiesa, interessa il mazzinianesimo, anima l’esperienza futurista, tocca il fascismo, si trasferisce nel dettato costituzionale della Repubblica Italiana, appassiona larghi settori del mondo democristiano, invera l’ impegno missino e sindacal-nazionale. C’ è molto della cultura della destra italiana nel tema partecipativo, al punto che non è eccessivo dire che insieme al culto della Nazione e al senso dello Stato ne rappresenta uno degli elementi costitutivi e distintivi, vera e propria “idea forza” agitata dai suoi leader storici, in anni in cui a farla da padrone era la lotta di classe. Di Giorgio Almirante si è molto parlato, negli ultimi giorni. L’anniversario della sua scomparsa ha fatto emergere la statura del dirigente politico, capace –per dirla con Pierluigi Battista – di contrastare le pulsioni antisistemiche e le “scorciatoie” dell’illegalità armata della destra più radicale. Ma Almirante è stato anche un convinto assertore del progetto partecipativo, visto quale “alternativa” al comunismo. Durante la campagna elettorale del 1972, proprio sul “Secolo”, Almirante, sviluppando, giorno per giorno, gli elementi essenziali della proposta programmatica del Msi, più di una volta individuò nell’alternativa sociale lo strumento essenziale per sconfiggere la cultura della conflittualità permanente e dell’esasperato classismo, allora dominanti. E facendolo richiamava il mondo democristiano alle proprie responsabilità, invitava alla piena applicazione degli articoli della Costituzione, dedicati al controllo dello sciopero, al riconoscimento giuridico dei sindacati, alla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, respingeva le accuse di “reazionarismo”. Capire la “destra” di Almirante significa coglierne anche le radici sociali, l’organicità delle sue risposte, la sua forza interclassista, collegandole con la nostra realtà. Certo, l’Italia di oggi è ben diversa da quella degli Anni Settanta, percorsa dalle esasperazioni ideologiche, dai radicalismi più estremi, dalle forti tensioni sociali. E tuttavia certi “sfondamenti” elettorali, su cui , specie al Nord, ci si continua ad interrogare, hanno radici profonde. Partire da essi, cercando di dare risposte all’altezza dell’odierna fase post-ideologica, significa ricucire i vecchi percorsi della partecipazione e dell’azionariato popolare. E magari ritrovare anche l’Almirante dello “sfondamento a sinistra”, che, nel maggio 1972, scriveva: “Noi siamo i soli capaci di portare via voti alla estrema sinistra, voti di lavoratori, voti di proletari che il comunismo aveva illuso e che le manifeste complicità del partito con le riforme fasulle del centrosinistra hanno disingannato e riscosso; i soli capaci di progredire elettoralmente anche a spese dell’estrema sinistra siamo stati e continuiamo ad essere proprio noi”. Storia di ieri e, in fondo, storia di oggi, che invita tuttavia a rispondere in modo nuovo alle nuove domande sociali. Per rinnovare una tradizione ampia e complessa. Per passare dalla cultura della partecipazione alla sua realizzazione politica. Per evitare che i vecchi fantasmi del classismo tornino a turbare il clima sociale. Mario Bozzi Sentieri +++ AZIONE SOCIALE “Non carichiamo il dibattito di eccessive aspettative” L’intervento di Renata Polverini, segretario generale dell’Ugl alla due giorni dei Giovani di Confindustria La proposta dei contratti individuali lanciata dalla presidente dei giovani di Confindustria Federica Guidi viene cordialmente respinta come una “provocazione” dal segretario generale dell'Ugl Renata Polverini, intervenuta al convegno di Santa Margherita. “Ho colto come una provocazione l'individualizzazione del contratto proposta dalla presidente Guidi. Ma del resto questo è il tempo delle provocazioni”, ha commentato. A proposito di contratti e dell'imminente avvio della trattativa per riformarli, Polverini ha respinto anche le ipotesi di contrattazione territoriale di secondo livello. “Se discutiamo di redistribuire la produttività è naturale che il secondo livello debba rimanere quello aziendale e non territoriale. Non si può misurare la produttività in altro luogo se non nelle aziende”, ha sottolineato. Polverini ha poi invitato a non caricare di eccessive aspettative quella che sarà la discussione per rivedere il modello contrattuale. Per aumentare la capacità d'acquisto di stipendi e salari occorre infatti agire anche su altri fronti a ad altri livelli: “Abbiamo diverse leve. Una è quella di tentare di redistribuire produttività per premiare il merito dei lavoratori che fanno meglio. Ma poi c'è un problema di fiscalità e un problema di un tessuto sociale di servizi che impoverisce le famiglie anziché sostenerle”. Ma Santa Margherita Ligure si è parlato di tante altre cose, come Alitalia. Secondo il segretario generale dell’Ugl “tocca ancora a Berlusconi mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale sulla soluzione della vicenda Alitalia”, visto che “ha saputo mantenere quelli sull'Ici e sugli straordinari. Alla domanda su chi debba investire in Alitalia, Polverini ha risposto: "In questo momento Tremonti". Poi ha chiamato in causa l'Unione Europea: “Bruxelles è molto critica. Noi restiamo del parere che andava fatto l'accordo con Air France, tutt'oggi alla compagnia serve un partner internazionale, ma adesso la situazione è degenerata e difficile da riprendere”. +++ E’ NATO IL COMITATO “L’ITALIA DELLE TRADIZIONI POPOLARI" ”Il Comitato delle Tradizioni Popolari, nasce col principale scopo di promuovere e salvaguardare tutto ciò che rappresenta la tradizione e l’identità di una Nazione come l’Italia, ricca di storia e di valori. Il Comitato racchiude tutto ciò che è tradizione italiana, dalle feste nazionali agli antichi mestieri, dalle ricorrenze religiose alle sagre culinarie, dalla salvaguardia dei beni monumentali alle manifestazioni sportive e così via. Per aderire al Comitato, avere informazioni di carattere generale e sulle manifestazioni organizzate sui territori, materiale e quant’altro possa essere utile alla realizzazione di un iniziativa, è possibile scrivere a: tradizionitaliane@gmail.com +++ CASA DEL CONSUMATORE Progetto Consumatori e Mercato informare di più per un consumo consapevole La Casa del Consumatore, insieme ad Adiconsum, Acu, CTCU, Lega Consumatori, ha dato vita al Progetto “Consumatori e mercato”, realizzato grazie al finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico. Il Progetto è incentrato sul tema delle liberalizzazioni, alla luce delle riforme attuate dal Decreto Bersani; in particolare la nostra Associazione si è interessata alle tematiche dei trasporti e dei passaggi di proprietà dei beni mobili registrati.In relazione alle tematiche inerenti alla circolazione dei veicoli e del trasporto comunale, svolgeremo un’azione di monitoraggio per verificare la situazione attuale, a livello delle diverse Regioni, in merito all’attuazione della riforma del trasporto pubblico locale, individuando sia il livello strutturale dell’offerta, sia l’adeguatezza delle tariffe e la presenza di codici di autodisciplina, sia l’esistenza di normative regionali in materia e la loro omogeneità sul territorio nazionale. La Casa del Consumatore svolgerà, a tal fine, un’attività di monitoraggio, attraverso la rilevazione dei dati e delle procedure, presso le Agenzie di pratiche auto ed effettuerà verifiche presso i Comuni (Ass. Naz. dei Comuni) per controllare l’effettiva attivazione degli sportelli per l’autenticazione e i servizi STA, con particolare attenzione anche ai costi applicati; nel contempo l’indagine avrà luogo anche presso i Notai (Ordine professionale dei Notai) per appurare se i passaggi di proprietà delle auto tramite Notaio sono effettivamente diminuiti.A tal fine, sono stati creati sportelli ad hoc in grado di fornire un adeguato servizio informativo ai consumatori/utenti sul tema delle liberalizzazioni. Il Progetto sarà pubblicizzato anche mediante la distribuzione di brochure informative, nonché attraverso apposite pagine predisposte sul nostro Sito Internet: www.casadelconsumatore.it. Al fine di valutare il grado di sensibilizzazione dei cittadini/consumatori sulle tematiche in oggetto, verrà inoltre distribuito un questionario presso i principali luoghi di aggregazione e di incontro, a seconda della tipologia di utenti, cui seguirà un convegno nazionale per la presentazione dei risultati finali raccolti. A Genova la Casa del Consumatore è in Piazza De Marini 3/72 16123 Genova Tel. e Fax 010/2091060 info@casadelconsumatoreliguria.it sito web: www.casadelconsumatoreliguria.it Presidente avv. Giovanni Ferrari Segretario Regionale avv. Marco Biso collaboratrici ing. Victoria Castellò +++ IDEE PER LA FAMIGLIA La Casa Editrice Cantagalli si è meritata un posto di particolare rilievo nel panorama della editoria cattolica e laica. Molte sono le nuove collane che raccolgono saggi dei più importanti autori cattolici, ecclesiastici e non, e di autori laici del panorama culturale mondiale. L’editrice oggi è impegnata nel difficile compito di permettere a tutti, anche ai non credenti, il confronto con la sempre eterna bellezza della Chiesa e con la fonte inesauribile di saggezza che sgorga dalla Tradizione e dalla Cultura cattolica. La casa editrice ha fatto propria l’esortazione, contenuta nel primo volume di Benedetto XVI, scritto dall’allora cardinale Ratzinger e pubblicato dopo l’elezione al Soglio di Pietro, di “vivere come se Dio esistesse”, coinvolgendo autori laici e cattolici che condividono questo scopo.Tra gli autori in catalogo la casa editrice ospita Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, il cardinale Angelo Scola, il cardinale Giacomo Biffi, il cardinale Carlo Caffarra, il cardinale Marc Ouellet, il Cardinale Camillo Ruini, Jean Luc Marion, Robert Spaemann, André Glucksmann, e tanti altri saggisti italiani e stranieri. Proponiamo tre novità sui temi essenziali della famiglia e della procreazione. Francesco D’Agostino – La famiglia un bene insostituibile Francesco D'Agostino, Presidente dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani, fornisce un prezioso strumento per capire anche dal punto di vista tecnico-giuridico quali sono gli elementi che contraddistinguono la famiglia “naturale” e la differenziano dalle varie forme sociali alternative che tanto hanno fatto discutere. Della famiglia non sapremmo come fare a meno, eppure i vincoli ci vanno stretti. Trent'anni fa c'è stato il tentativo di eliminarla, mentre oggi se ne vuole trasformare l'essenza, inventandone nuove forme. La famiglia è un enigma affascinante, misterioso, come lo è la verità: resiste a tutte le intemperie del tempo, della storia, delle ideologie. Non è il frutto di convenzioni, di accordi economico-sociali e politici, ma il luogo naturale della fraternità, dove si sperimenta l'amore per l'altro e dove si costruisce la pace, non in modo artificiale, ma spontaneo. La nozione “coppie di fatto” è un vero e proprio ossimoro : persone che vogliono legarsi e non legarsi nel frattempo danno luogo ad un paradosso giuridico. Quindi PACS e DICO sono giuridicamente inconsistenti: non ha senso che chi non vuole che lo Stato si occupi della sua vita privata, richieda poi interventi legislativi. Come se non volesse prendersi la responsabilità di fronte alla società, ma nel frattempo volesse veder riconosciuti i diritti che scaturiscono da un ben preciso contratto. Siamo liberi di scegliere la forma politica che ci piace, ma non possiamo decidere autonomamente su quelle questioni che mettono in discussione l'essenza della persona, come, appunto l'identità naturale della famiglia. Pag. 112 – Euro 9,90 Rita Picchianti - Diritti umani, infertilità e procreazione assistita Rita Picchianti collabora con la cattedra di Demografia dell'Università di Siena, si interessa della tutela di diritti umani nelle scelte politiche dei Paesi avanzati e in via di sviluppo. Ha elaborato una ricerca approfondita sulla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) in rapporto alla Legge 40/94. Vengono soppesati i rischi medici, etici e giuridici ai quali va incontro una società che si trasforma così rapidamente. Nella prefazione, a cura di Carlo Casini, viene mostrato il clima rigido di un “inverno demografico” nel quale in Occidente abbiamo sempre più pensionati e sempre meno bambini. Un interrogativo su metodiche faticose, a volte rischiose per avere dei figli che stentano a venire, in una situazione sociale nella quale, peraltro, si ritiene a volte giusto che un bambino non debba nascere, di fronte a difficoltà personali. Di fronte ad una degenerazione tecnocratica, che si rifiuterebbe di assegnare uno status giuridico all'embrione, appare significativa la citazione di Immanuel Kant: “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza delle generazioni futu re”. Pag. 140 – Euro 13,50 Carlo Casini – A trent’anni dalla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. A tutti i volontari dei Movimenti e dei Centri locali di aiuto alla vita che in oltre trent'anni di silenzioso impegno hanno restituito a molte giovani donne il coraggio, la gioia e la libertà di restare madri. Così è dedicato il testo dell'On. Carlo Casini che fornisce una riflessione pacata su quanto è avvenuto in trent'anni, confutando non pochi luoghi comuni. Esso vuole essere un utile, semplice e pratico strumento per quanti intendano costruire una cultura della vita e preparare una seria riforma della 194 che eviti lo scontro tra laici e cattolici e ottenga un consenso dettato dalle ragioni della vita fin dal concepimento e dalla fiducia nel coraggio e nella vera libertà delle madri. Un libro che compie anche un interessante e colto excursus storico, dalla “Clinica degli aborti”del 1975 all'esperienza dei “Centri di aiuto alla vita”. Vengono chiarite le posizioni di chi ritiene l'aborto “un omicidio” rispetto a chi lo ritiene “un diritto della donna”. Importante anche il tema della moratoria sull'aborto lanciata da Giuliano Ferrara che più che essere una provocazione per le donne vuole in realtà confermare anche il principio dell'uguale indistruttibile dignità di ogni essere umano. Pag. 160 - Euro 7,50 Edizioni Cantagalli S.r.l. - Strada Massetana Romana, 12 - 53100 SIENA (Italy) tel. +39 0577 42102 - fax +39 0577 45363 Casella postale 155 - 53100 SIENA Conto corrente postale 204537 Partita I.V.A. 00076030527 cantagalli@edizionicantagalli.com +++ AZIONE CULTURALE : IL '68 - L'ANTI '68 - IL POST '68 Marco Iacona 1968 LE ORIGINI DELLA CONTESTAZIONE GLOBALE Presentazione di Gianfranco de Turris Edizioni Solfanelli, Chieti 2008 Il “vero” Sessantotto (autunno 1967 - primavera 1968) visto da destra. Con le sue luci e le sue ombre. Dopo quarant’anni si discute ancora di questa parentesi storica mai dimenticata che ha segnato per motivi diversi sia la sinistra sia la destra del nostro Paese (quest’ultima, a causa della “contestazione globale” soffre oggi di un senso di colpa in più). Un Sessantotto preceduto da eventi storici di enorme portata: la guerra nel Vietnam, la rivoluzione cubana, la rivoluzione culturale in Cina e poi ancora la decolonizzazione, il golpe militare in Grecia e la morte di Che Guevara in Bolivia. In questo libro vengono comparate due diverse letture del Sessantotto: quella del Sessantotto “di lungo periodo” che considera gli eventi principali verificatisi lungo l’intero arco degli anni Sessanta e l’altra che guarda ai problemi del mondo universitario italiano come cause dirette delle rivolte studentesche dell’anno accademico 1967-68. *** Marco Iacona è dottore di ricerca in Pensiero politico e istituzioni nelle società mediterranee, scrive tra l’altro per il bimestrale “Nuova storia contemporanea”, il quotidiano “Secolo d’Italia”, il trimestrale “La Destra delle libertà”, per il mensile “Area” e il semestrale “Letteratura-tradizione” (per il quale è curatore di una rubrica fissa). Per il “Secolo d’Italia” nel 2006 ha pubblicato una storia del Msi in dodici puntate. Edizioni Solfanelli, Chieti 2008 Pagg. 160 - € 10,00 www.edizionisolfanelli.it/1968.htm edizionisolfanelli@yahoo.it *** PAOLO DEOTTO, “SESSANTOTTO. DIARIO POLITICAMENTE SCORRETTO Fede & cultura, Verona 2008. Il Sessantotto è entrato ormai talmente nella mitica, che se ne parla come di un evento storico, di una svolta epocale, di un “movimento” che ha comunque portato l’Italia a svegliarsi, a cambiare, a uscire dal suo torpore. Ma siamo sicuri che tanta retorica non nasconda altro, soprattutto per chi ottenne carriere politiche e tanti altri vantaggi? Una rilettura storica precisa e documentata ci parla di un Sessantotto che fu anche esplosione di violenza, distruzione di valori, senza averne altri validi da proporre, scuola di prevaricazione e di odio. Questo libro è la cronaca di un uomo che in quegli anni era studente del quinto anno di liceo, e poi matricola in università, che vide e visse quegli avvenimenti e che ora li ricorda, nella loro crudezza e nella loro sostanza. È brutto parlare di violenza, di sopraffazione, di svilimento della figura femminile, di gioventù smarrita, usata e tradita. Ma queste sono le cose che l’Autore ha visto, vissuto e che ora racconta, per una riflessione meno retorica e più realistica su quegli anni. Paolo Deotto (1949), laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, da diversi anni si occupa di studi storici, in particolare sul Novecento, come libero ricercatore. E’ stato tra i fondatori della prima Rivista storica on line, “Storia in Network”, e attualmente collabora col sito StoriaLibera. Pubblica anche sul sito dell’Istituto Storico per l’Insorgenza e l’Identità Nazionale e sulle riviste Nova Historica e Radici Cristiane. *** DOPO ‘68 Alain de Benoist, Pensiero ribelle. Interviste, testimonianze, spiegazioni al di là della Destra e della Sinistra, Controcorrente, Napoli 2008, pp. 419, euro 30. Mi sono sempre sforzato di essere un Selbstdenker, uno che non è il portavoce di nessuno, e che si interessa più ai contenuti che alle etichette. Un intellettuale deve contribuire alla comprensione critica del proprio tempo, dire ciò che pensa senza cedere alle mode, né piegarsi davanti ai potenti. Deve andare al di là dei pregiudizi, restare indifferente al proprio interesse e non cercare mai una rispettabilità che sarebbe solo il risultato dei suoi compromessi. Attualmente, viviamo in una sorta di interregno. Vediamo crollare un mondo cui eravamo abituati e al quale eravamo legati. Del mondo futuro distinguiamo solo i prodromi, ed è grande la tentazione di valutarli con gli strumenti orientativi di cui ci servivamo nel vecchio mondo. Tutto sembra allora negativo, sconcertante: non ritroviamo più i nostri riferimenti. Ma ce ne saranno altri e bisogna essere sufficientemente attenti per vederli apparire. Nel mondo postmoderno, il cambiamento non avviene più per esplosione, ma per implosione. La vita comincia a cambiare quando un sufficiente numero di cittadini si distoglie dal gioco istituzionale perché ritiene che la vera vita sia altrove. Oggi non abbiamo bisogno di rivoluzionari – figure emblematiche della modernità – ma di ribelli. Di uomini e donne sui quali gli slogan alla moda scivolano come la pioggia sulle penne di un’anatra, semplicemente perché hanno scelto di pensare e di vivere diversamente. Ai miei occhi, l’Occidente è oggi portatore – in opposizione all’Europa – di un modello di società che corrisponde al nichilismo. Ho viaggiato molto nel mondo. Ho visto cosa accade alle culture radicate quando sono toccate dall’Occidente: le tradizioni si trasformano in folklore per i turisti, il legame sociale si disfa, i comportamenti divengono utilitaristici e interessati, la lingua, le immagini e le musiche americane impregnano le menti, la passione del denaro sommerge ogni cosa. *** LA LETTERA IL ’68 VISSUTO DENTRO CASA MIA Io nel '68 avevo un anno scarso, e non posso testimoniare niente, a parte qualche anno dopo una corsa folle al centro di Roma, con un'amica di mia madre che mi tirava talmente per un braccio che più che correre volavo. Però posso testimoniare cosa è successo in casa mia. I miei genitori stavano a Grosseto. Mia madre, insegnante, si è messa in testa di cambiare il mondo degli altri (non il suo). Questo ha significato per me diventare la figlia dei miei nonni, (vivevo e dormivo a casa loro), ed essere un peso per mia madre. Poi è nato mio fratello, i miei genitori si sono separati, mio padre è andato via, e da allora mia madre mi ha rovesciato addosso ogni responsabilità, costringendomi a tirar su mio fratello, con i miei nonni che hanno sempre cercato di non farmi sentire uno zerbino, come invece mi sentivo. Avevo 11 anni, mio fratello 6. La rivoluzione che sono riusciti a fare i miei genitori è stata questa. Non ho più da tempo alcun rapporto con mia madre, che peraltro non sente la mia mancanza, dal momento che ha deciso che i miei problemi sono inventati. Per me è molto difficile dire queste cose, così come è difficile accettare questo cavolo di '68 come un messia, nonostante io sia convintamente di sinistra, piuttosto lo vivo come qualcosa che mi ha insegnato a non seguire nessun dogma e a dare valore esclusivamente ai fatti, perché a parlare sono buoni tutti, ma a fare no. Insomma trovo un controsenso quegli ideali meravigliosi, quelle canzoni, e tutto il resto, paragonati all'irresponsabilità di chi li predicava e alla loro incapacità di tradurli nella vita reale. E' molto difficile vedere quella generazione come "intoccabile", di cui non si può dir male, e sentirsi dare, oltretutto, degli imbranati, perché loro a 20 anni facevano la rivoluzione. Se si vuole fare la rivoluzione bisogna prima di tutto farla in casa propria, se si vuole essere credibili e rispettati. Silvia Canuti Grosseto (Lettera a “la Repubblica”, 7 maggio 2008) +++ NASCE LA TV NON CONFORME CASAPOUND ITALIA in collaborazione con il gruppo operativo informatico ‘V2 entertainment' - il forum di destra radicale VIVAMAFARKA - e RADIOBANDIERANERA.org è orgogliosa di presentare la nascita di www.TORTUGATV.org la prima web tv non conforme. storie, reportage, interviste, conferenze, film, concerti dibattiti e documentari. finalmente una televisione senza ballerini e pubblicità. finalmente una televisione senza reality e fiction. finalmente una televisione politicamente scorretta e non conforme. attiva 24 h perchè noi non dormiamo mai.LE TRASMISSIONI SONO INIZIATE IL 1 GIUGNO 2008 si rende altresì noto che: dirette e notiziario partiranno da settembre.... indi per cui tortuga tv cerca assidui collaboratori, malati cinefili, montatori, incursori cameraman ed esperti di qualsiasi cosa... rispondete al nostro appello, prima che sia troppo tardi. per ulteriori info scrivete a taranis@live.it |
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