MARIO

BOZZI SENTIERI

 

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(09/06/2012) I LIBRI DI AZIONE CULTURALE





I LIBRI DI AZIONE CULTURALE
rassegna mensile di novità librarie
a cura di Mario Bozzi Sentieri
giugno 2012

RIPARTIRE DAI “FONDAMENTALI
Non è un momento facile per la politica, l’economia, la tenuta sociale in generale. Mancano le bussole, manca soprattutto la consapevolezza culturale, che nasce dalla volontà/possibilità non solo di approfondire le tante questioni aperte ma di individuare nuove via d’uscita.
In controtendenza con gli orientamenti di una politica e di una comunicazione gridate e cabarettistiche, inauguriamo uno spazi! o dedicato all’informazione libraria. Per il loro anticonformismo, sono libri che non trovano spazio sulle televisioni e non ricevono grandi attenzioni sui giornali, ma proprio per questo appaiono particolarmente utili in un tempo di passaggio come l’attuale.
Buona lettura !
N.B. la presente "rassegna" può essere liberamente riprodotta e diffusa.
FAMIGLIA

Paola Ottaviano, Il bambino spezzato – Sul tema della separazione coniugale (Edizioni Tabula Fati, pagg. 104, Euro 10,00)
Il bambino spezzato è un saggio breve e discorsivo che tratta di un argomento molto attuale: la separazione coniugale difficile.
Si tratta di un testo divulgativo rivolto a tutti col! oro che vogliono avvicinarsi al complesso fenomeno della separazione coniugale dopo la Legge 54 - 8 febbraio 2006 - “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”.
Lo stile ironico e fortemente critico nei confronti di certi meccanismi che sottostanno alla gestione istituzionale della separazione coniugale in Italia, rende il saggio particolarmente adatto a un pubblico aperto alla riflessione. Proprio per questo, può essere di stimolo anche per i tecnici del settore che vogliano confrontare la propria esperienza professionale con quella dell’autrice.
Il bambino spezzato si presta inoltre come testo didattico di approfondimento sul tema della separazione coniugale nei Licei Pedagogici e delle Scienze Sociali.
Ricco di esempi indicativi, il saggio spazia dal ruolo delle istituzioni (Cap. I); alla descrizione di alcune tipolog! ie genitoriali (Cap. II); fino a trattare del disagio psicologico dei minori coinvolti nelle separazioni coniugali difficili (Cap. III). Il IV Capitolo si sofferma su tre casi specifici di separazione difficile. Il saggio si conclude con un capitolo (Cap. V) interamente dedicato a una possibile strategia operativa, finalizzata a facilitare l’applicazione della Legge 54/2006.
Il libro contiene il testo integrale della L. 54 – 8 febbraio 2006.
www.edizionitabulafati.it

POLITICA

Giampaolo Pansa, Tipi sin! istri (Rizzoli, pagg. 432, Euro 19,50)
Una selva popolata di personaggi inquietanti, abietti, ridicoli, ciascuno con il suo fardello di colpe, la sua pena da scontare. Una marea umana suddivisa in gironi infernali, dove non c’è speranza o salvezza per nessuno, soltanto eterna dannazione. È così che Giampaolo Pansa immagina in questo libro la grande parrocchia italiana di sinistra, con le sue varie chiese, chiesuole e sacrestie: una tribuna popolata da Sconfitti, Superstiti, Isterici, Apprendisti, Indignati, Bolliti, Dispersi, Risorti, Inguaiati. Non mancano ovviamente i nomi eccellenti – da Occhetto a Prodi, da D’Alema a Veltroni, da Vendola a Renzi – ma al loro fianco compaiono anche tante figure di secondo e terzo rango, oscuri faccendieri, politicanti, personaggi che agiscono dietro le quinte. Un libro molto persona! le, pieno di ricordi, incontri, litigi, sfottò, polemiche, costruito sulle esperienze di una vita da cronista.

ECONOMIA

Geminello Alvi, Il capitalismo – Verso l’ideale cinese (Marsilio, pagg. 335, Euro 21,00)

Risultato del compromesso tra la prepotenza statale, la mania di spesa dei governanti e la vanità che spinge a consumare beni inutili, il capitalismo si manifesta oggi nel suo esito cinese e omologante. Con l'autonomia di giudizio e la libertà d'intelletto che lo contraddistinguono, Geminello Alvi si cimenta nell'impresa di una nuova definizione del capitalismo. Capitolo conclusiv! o della trilogia iniziata con "Le seduzioni economiche di Faust" e "Il secolo americano", il libro prende le mosse dalla crisi del 2008 e dall'ambigua posizione dell'economia cinese per tracciare le vicende delle varie spiegazioni e restituzioni del capitalismo, gli errori e gli abbagli, e giungere a una descrizione opposta a quella marxista. Dopo averci mostrato perché il Novecento è stato "il secolo americano" e averne messo a nudo i tratti della storia segreta, Alvi ci guida attraverso la lettura di un percorso storico che sembra, inevitabilmente, condurci verso "l'ideale cinese". E spiega perché il dono debba tornare a essere elemento centrale della vita economica. !
***
Alain de Benoist, Sull’orlo del baratro – Il fallimento annunciato del sistema denaro (Arianna Editrice, pagg. 182, Euro 9,80)
Il sistema finanziario internazionale è scosso dalle basi e la crisi dell’euro sta spaventando il mondo intero. Il debito continua ad aumentare , come pure i deficit che hanno raggiunto un valore molto alto. Le contraddittorie stime degli esperti si sommano all’! impotenza dei politici.Nessuno ha ricette valide e tutti navigano a vista. Siamo forse giunti alla fine del sistema del denaro?Con Sull’Orlo del Baratro Alain de Benoist, ci mostra un quadro preciso e reale dell’attuale situazione economica globale e di cosa fare per uscire da questa crisi.
Sono sei, in particolare, i punti cardine che emergono nell’ultimo libro di De Benoist: 1) Le definizioni di! “limite” (collegato a quello della finitezza delle risorse disponibili) e di “bene comune” (equa distribuzione delle ricchezze) per affrontare la crisi; 2) Il mondo multipolare, attraverso la creazione di grandi aree sovranazionali legate da vincoli federali; 3) Il completo dominio dei mercati finanziari sull’economia e sulla politica impone il ritorno della sovranità degli Stati (aggregati in grandi spazi geopolitici;) 4) La sostituzione del dollaro come moneta di riferimento internazionale proposta dalla Cina, che insieme agli altri paesi del BRICS vuole creare una nuova banca mondiale per guidare lo sviluppo; la trasformazione dell’euro in moneta di riserva europea; 5) I costi sociali dell’immigrazione e la sua funzionalità al capitalismo, per cui non si possono combattere i guasti dell’una senza affrontare la questione economica; 6) La riforma dello Stato sociale attraverso la creazione di un reddito di cittadi! nanza.
www.ariannaeditrice.it

MEDIA

Luigi Ananìa e Silverio Novelli, Pixel - La realtà oltre lo schermo (Derive e approdi, pagg. 160, Euro 15,00)
Per una critica all’omologazione del linguaggio mediatico. Oggi i media, vecchi o nuovi ci investono con una quantità d’informazione quotidiana che presentifica e banalizza, intasa la memoria remota custod! ita nel nostro cervello, e tutto aspira a impacchettare in grandi bolle di narrazioni superficiali, seduttive, anestetiche. Bell’e pronte per un essere umano narciso, smemorato, orbo di futuro, alimentato da boli di cibi emotivi predigeriti. Allora: è proprio «nostro», il nostro sguardo sul mondo? E quale mondo, insieme alieno e familiare, ci guarda dall’altra parte degli schermi?
www.deriveapprodi.org

ANNI DI PIOMBO

Paolo Sidoni e Paolo Zanetov, Cuori rossi contro cuori neri – Storia se! greta della criminalità di destra e di sinistra (Newton Compton, pagg. 576, Euro 9,90)
Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Le stragi di piazza Fontana e della stazione di Bologna. Sono forse questi i momenti più drammatici della storia della democrazia italiana. Azioni, cruente di destra e di sinistra, pagine scritte con il sangue da uomini e donne che la passione politica ha trasformato in fuorilegge, aguzzini, assassini. La contrapposizione tra destra e sinistra, neofascisti e comunisti, rivoluzionari dell’una e dell’altra posizione, è stata a lungo condizionata dal ricorso a una violenza spietata, sorretta da teorie folli e deliranti comunicati. Una scia di sangue che arriva fino ai giorni nostri tra minacce, faide, lotte intestine, attentati e stragi. Gli anni di piombo segnano l’apice di questo processo: organizzazion! i terroristiche frontalmente opposte hanno compiuto destabilizzanti azioni eversive, spesso in accordo con la criminalità organizzata e i servizi segreti deviati. Dal bandito Giuliano alle Brigate rosse, passando per le vicende di Giangiacomo Feltrinelli e dei Nuclei armati rivoluzionari, gli autori ripercorrono gli ultimi settant’anni di storia italiana, alla ricerca delle matrici ideologiche, politiche e culturali che hanno ispirato le bande armate rosse e nere Un tentativo di rispondere ad alcuni inquietanti interrogativi ancora aperti: come è possibile che la passione politica sia degenerata in violenza aperta? Chi sono i personaggi che hanno animato le realtà sovversive? Chi, all’interno delle istituzioni, li ha appoggiati o ha taciuto?
L’ALTRA STORIA
Marta Dell’Asta e Lucetta Scaraffia, La vita in uno sguardo – Le vittime del Grande Terrore staliniano (Edizioni Lindau, pagg. 240, Euro 24,00)
Quelle contenute in questo libro sono fotografie segnaletiche di condannati a morte.
Negli anni del Grande Terrore staliniano migliaia di semplici cittadini – insegnanti, casalinghe, operai, sacerdoti – furono arrestati e accusati dei più inverosimili delitti: spionaggio, terrorismo, trame controrivoluzionarie. E nel giro di pochi gior! ni, senza processo, fucilati.
Molti di loro sono stati seppelliti in fosse comuni a Butovo, alla periferia sud di Mosca, ma nessun documento ne dà notizia: né gli Ordini di fucilazione né gli Atti di esecuzione. Col tempo, di Butovo si sono perse le tracce, e gli autori delle fucilazioni sono morti portando con sé il proprio segreto. Anche delle vittime si sono perse le tracce, dei loro nomi come dei loro volti. Per decenni ai parenti sono stati consegnati falsi certificati di morte che parlavano di lager e di decesso per polmonite o arresto cardiaco.
Solo dopo la caduta del regime, e al termine di ostinate ricerche, è stato possibile rintracciare questo luogo di morte, i fascicoli giudiziari, le foto segnaletiche. Ora sappiamo che tra l’agosto 1937 e l’ottobre 1938 a Butovo sono stati fucilati e seppelliti 20.765 innocenti.
Le fotografie qui raccolte sono state fatte poco prima della fucilazione, e sono l’ult! ima immagine di queste persone. Nei loro occhi si condensano molti sentimenti, quasi un grido inespresso. Vediamo volti di uomini e donne sconvolti dall’improvvisa catastrofe, spezzati dall’enormità delle accuse, prostrati dall’incertezza e dal timore della morte.
Accanto allo stupore e allo sconforto, però, troviamo ogni tanto dei volti luminosi, in pace.
È il mistero incommensurabile dell’uomo che ci fissa da queste immagini, un mistero che fa risaltare per contrasto l’oscenità dell’arbitrio che ha cercato di schiacciarlo.
Bisogna guardarle con rispetto, perché c’è tutta la vita in quegli sguardi.
***
Alessandro Frigerio, La macchina del fango – La stampa del Pci e la rivoluzione ungherese: Un caso esemplare di disinformazione (Edizioni Lindau, pagg. 256, Euro 21,00)
La prima grande insurrezione contro il sistema sovietico dopo la fine della seconda guerra mondiale si consumò in Ungheria tra il 23 ottobre e il 4 novembre 1956. Di quel lontano episodio sono noti pressoché tutti gli sviluppi: dalla scintilla accesa con le manifestazioni studentesche a Budapest alla prima repressione all’alba del giorno successivo, dai vacillanti governi guidati da Imre Nagy al «fraterno» intervento dell’Armata Rossa.Nei confronti di quella tragica vicenda il PCI (e l’industria editoriale a esso collegata) adottò un atteggiamento fermo e intransigente, salutando benevolmente la sanguinosa repressione mess! a in atto dai sovietici. Ma non si limitò a questo. In realtà avviò un’opera di capillare disinformazione – tacendo alcuni fatti, falsificandone o distorcendone altri – organizzata con la complicità di tutte le sue più autorevoli testate.Attingendo alle pagine de «l’Unità» e di periodici come «Rinascita», «Vie Nuove», «Nuovi argomenti», «Ragionamenti», «Realtà sovietica» e «Mondo Operaio» (rivista vicina al PSI), Alessandro Frigerio ricostruisce in questo libro la «macchina del fango» allestita a Botteghe Oscure, evidenziando non solo i dispositivi concettuali che la resero così efficiente ma anche il costante alimento fornito dal conformismo dottrinale di direttori, giornalisti e intellettuali di partito, pronti a! mettere l’ideologia al servizio della delegittimazione della rivoluzione. Il risultato è una sorta di antologia di diffamazioni gratuite su fantomatici infiltrati reazionari alla guida della rivolta, di falsità spudorate sui crimini della «controrivoluzione», di accuse agli intellettuali ungheresi per non aver saputo far propria la logica totalitaria della «critica costruttiva», e agli operai magiari per la loro scarsa coscienza di classe.Sullo sfondo, il passaggio critico, dopo le rivelazioni del XX Congresso del PCUS, vissuto dalla sinistra italiana ancora pesantemente condizionata dalla supremazia del PCI sul PSI e dalla figura del suo segretario, Palmiro Togliatti, protagonista della stagione stalinista e di quella immediatamente successiva.Chiude il! volume un’appendice dedicata alle circospette prese di posizione della stampa comunista italiana nei giorni della repressione della Primavera di Praga (1968).
www.lindau.it

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Arrigo Petacco, Quelli che dissero no – 8 settembre 1943 – La scelta degli italiani nei campi di prigionia inglesi e americani (Mondadori, pagg. 170, Euro 19,00)
L'8 settembre 1943, quando dopo 1201 giorni di guerra il maresciallo Pietro Badoglio, capo del governo,! annunciò la firma dell'armistizio con gli Alleati, circa seicentomila soldati italiani si trovavano rinchiusi nei campi di prigionia che inglesi e americani avevano allestito in varie nazioni del mondo, dall'Egitto all'Algeria, dalla Palestina al Kenya, dal Sudafrica all'India, e persino alle Hawaii. "Ma tu con chi stai, con il duce o con il re?" fu il dilemma di fronte al quale si trovarono i nostri soldati, colti di sorpresa dall'annuncio della resa senza condizioni accettata dall'Italia e dalla conseguente fuga di Vittorio Emanuele III a Brindisi: dopo avere combattuto per anni contro un nemico preciso e riconosciuto, bisognava scegliere, all'improvviso, se passare o no dall'altra parte della trincea. Di questa massa enorme di giovani - l'età media era di 23-24 anni - una cospicua minoranza scelse di non "tradire", ma gli storici, sia per la scarsità delle fonti ufficiali sia per la "delicate! zza" politica dell'argomento, non se ne sono occupati che in maniera superficiale: ancora oggi, gran parte delle notizie utili a una ricostruzione ampia e articolata di quegli anni convulsi e contraddittori ci giungono da pagine autobiografiche o dai resoconti memorialistici dei protagonisti. Molti dei quali, avendo risposto di no all'appello di Badoglio a rientrare in patria, anche per non subire odiose discriminazioni, che in realtà ci furono, preferirono il silenzio. Tra loro personaggi importanti come Alberto Burri, Vincenzo Buonassisi, Giuseppe Berto, Gaetano Tumiati, Nino Nutrizio - diventati poi celebri artisti, scrittori e giornalisti. Ciononostante, una certa "vulgata" storiografica ha continuato a ignorare l'esistenza dei soldati italiani imprigionati nei campi inglesi o americani: a lungo incerti se abbandonare o meno idealismi politici e ciec! he ubbidienze "all'idea", avevano rifiutato le lusinghe dei loro detentori - decisi a farne dei "cooperatori" - con il rischio di patire, talvolta, pesanti conseguenze fisiche e psicologiche. Lontani migliaia di chilometri dalla loro patria, andarono incontro, vuoi per fedeltà ideologica al fascismo (e poi alla Rsi), vuoi per orgoglio o, più semplicemente, per coerente dignità militare, a un futuro denso di incognite e di rischi. Quelli che dissero no restituisce voce e memoria ad alcuni di quei protagonisti e riporta alla luce una tessera significativa, spesso rimasta in penombra, di quel mosaico di esperienze e avventure personali che ha caratterizzato l'"altra Resistenza".

IL PENSIERO FORTE

Luigi Iannone, Il profumo del nichilismo – Viaggio non-moralista nello stile del nostro tempo, Presentazione di Alain de Benoist (Edizioni Solfanelli, pagg. 144, Euro 11,00)

La civilizzazione si fregia di alcune parole simbolo come libertà, globalizzazione, emancipazione, uguaglianza e di un codice di regole il cui valore supremo è il diritto alla felicità. Nessun intellettuale o filosofo riesce ad immaginare un mondo che non si fondi su queste fondamenta e nessun economista a concepire un modello di sviluppo radicalmente diverso. Tutto sembra già dato. Eppure, ad una lettura attenta, la realtà appare ben diversa perché la società si muove su una invisibile linea di demarcazione tra civiltà e barbarie che la rende allo stesso tempo progredita e spietata, tecnologicamente avanzata e disumana, capace di fornire opportunità e di ampliare a dismisura obblighi i, limiti e divieti.
E allora cosa si cela veramente dietro il termine civilizzazione? Lo spiega questo illuminante saggio che è una sorta di guida tra stili di vita, miti e modelli del nostro tempo. Una critica ironica e tagliente alla superficialità e al narcisismo, ad una prospettiva legata sempre e solo al presente, all’estetica del nulla ed all’etica del vuoto.
www.edizionisolfanelli.it
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Rodolfo Sideri, La rivoluzione ideale di Alfredo Oriani (Settimo Sigillo, pagg. 158, Euro 15,00)
Consegnato da tempo a un lungo oblio, Oriani riemerge in questo volume come l' "excubitor dor! mitantium" delle coscienze cloroformizzate dalla globalizzazione e dal politicamente corretto. Il vaticinatore di un destino nazionale italiano e della necessità della nazionalizzazione delle masse, il profeta dell'Impero italiano, l'annunciatore di una aristocrazia spirituale che sia di guida alla Nazione e di un Veltro che interpreti l'individualità nazionale per condurla verso quelle mete che la storia gli ha destinato, è qui proposto in una lettura di tutte le sue opere, che tende a collocarlo certamente nel suo contesto storico, ma nel contempo è attenta a individuare quali percorsi geopolitici attuali e quale riscossa spirituale sia possibile seguendo le tracce che lo scrittore ha lasciato dietro di sé, numerose e feconde.
Particolare attenzione viene prestata al ruolo di "precursore" del Fascismo che Mussolini assegnò al solitario del Cardello, per indagarne le ragioni e illustrarne gli aspetti pi! ù significativi, come l'influenza della concezione della vita e della politica di Oriani sulla Scuola di Mistica fascista. Soprattutto si vuole, in queste pagine, ricordare alla cultura ufficiale e alle coscienze individuali che non si sono piegate alla dittatura del pensiero unico, che quella di Oriani non è una "memoria inutile".

ROMANZI

Marco Ramperti, Benito I imperatore (Edizioni di Ar, pagg. 190, Euro 18,00)

Va letto questo libro di Marco Ramperti, meravigliosa figura di scrittore e uomo libero, morto in povertà per non essere il servo di nessuno: nessun editore-mercante, direttore di giornale a sua volta diretto, committente e padrone che non fosse anche Signore. Va letto perché ci fa capire in che mondo viviamo. Di che razza sono fatti gli apologeti dell'oggi. Perché sui giornali che oggi ardono di pathos civile scopriamo ogni giorno quei giuggiolosi editoriali – e sui libri tante righe piene di artefatta bonomia, e sui testi scolastici. Montagne di zucchero, di melassa, di falsa modestia. E se invece, a Roma, comandasse Benito I imperatore? Se l'aborrito Duce del fascismo, grazie a un’atomica sganciata un giorno prima degli americani, avesse vi! nto la guerra? Li leggeremmo lo stesso quei giuggiolosi editoriali? Le ascolteremmo lo stesso quelle lezioni di vita e pace e bene da parte dei paladini dell'uguaglianza e della democrazia? Ve li immaginate i maître e le maîtresse à penser di oggi rischiare la vita per contraddire Benito I imperatore? Figuriamoci. Ma non ci penserebbero nemmeno.
www.edizionidiar.it

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Abel Posse, La passione secondo Eva - Con un contributo di Franco Cardini (Vallecchi, pagg. 316, Euro 18,00)
Eva Duarte Perón (1919-1952), paladina dei diritti civili ed emblema della sinistra peronista argentina, fu la moglie del presidente Juan Domingo Perón negli anni di maggior fermento politico della storia argentina; ottenne, dopo una lunga battaglia politica, il suffragio universale ed è considerata la fondatrice dell’Argentina moderna. Capirne davvero l’esistenza non significa però limitarsi al racconto della sua breve, intensissima vita, significa invece far emergere l’intimità e lo spirito di una donna eccezionale, cresciuta fra mille difficoltà e approdata a un grande e insieme terribile destino. Questo romanzo – costruito con abilità da Abel Posse attraverso testimonianze autentiche di ammiratori e detrattori di Evita – lascia il segno per la sua capacità di riportare a una dimensione reale il mito di colei che è non soltanto il simbolo dell&rs! quo;Argentina, ma uno dei personaggi più noti e amati della storia mondiale.La vicenda di Evita, ancora più incredibile per la sua brevità, resta così come un rapido, abbagliante, lampo di luce nella parabola del Novecento, oggi più che mai testimonianza indimenticabile e necessaria. La passione secondo Eva può dirsi perciò il romanzo di una donna, dei suoi 33 anni di passione e di vita intensamente vissuta, ma anche un romanzo universale, storia di ideali e di libertà.

DVD

Maurizio Blondet, La crisi – Che cosa sta succedendo all’economia mondiale
Collana Dvd Raido - n. 8
La conferenza tenuta presso da Maurizio Blondet presso i locali di Raido nell’ottobre 2008 offre un quadro realistico sulle cause ed i possibili sviluppi della crisi finanziaria che ha colpito tutte le strutture del capitalismo globalizzato a partire dalle grandi banc! he internazionali. Il relatore propone approfondimenti, spunti di riflessione e chiavi di comprensione utili per non restare disorientati dalle campagne di condizionamento della pubblica opinione operate dai mass-media.www.raido.it