MARIO

BOZZI SENTIERI

 

Azione politicaAzione socialeAzione culturaleAzione liguriaNewsletterDownloadNotizieContattiArea riservata

Notizie   
 Notizie

(18/12/2016) I 70 ANNI DEL MSI
(14/11/2016) NO AL REFERENDUM DI RENZI
(11/04/2016) REFERENDUM 17 APRILE
(08/06/2015) LIBRO SU FILIPPO CORRIDONI
(16/04/2014) NUOVO LIBRO LA DESTRA NEL LABIRINTO
(10/09/2013) SEGNALAZIONI IN RETE
(23/01/2013) UN PATTO PER LA PARTECIPAZIONE
(09/06/2012) I LIBRI DI AZIONE CULTURALE
(12/03/2012) LIBRO LAVORO E' PARTECIPAZIONE
(02/11/2011) ON LINE BIBLIODESTRE
(14/03/2011) 60 ANNI DI CISNAL UGL A GENOVA
(18/03/2010) LA MIA DESTRA
(16/04/2009) E' MORTO GIANO ACCAME
(10/10/2008) NASCE MERITO
(02/07/2008) CONVEGNO DESTRA SOCIALE
(27/01/2008) NUOVO LIBRO BOZZI SENTIERI
(11/04/2016) REFERENDUM 17 APRILE





17 aprile
PERCHE’ ANDARE A VOTARE
PERCHE’ VOTARE SI’
Proprio nel giorno in cui escono gli imbarazzanti collegamenti tra il governo e gli aiuti ai petrolieri Renzi dichiara che è meglio non andare a votare al prossimo referendum sulle trivellazioni augurandosi che fallisca per mancanza di quorum. Dopo Craxi che nel 1993 invitò gli italiani “ad andare al mare” (che invece votarono e cambiarono la storia del paese) non si era più vista tanta arroganza, anche se - per non sbagliare - lo stesso governo ci manderà a votare il 17 aprile anziché contemporaneamente alle amministrative di giugno, sprecando così milioni di euro pur di tentare di non far raggiungere il quorum. Visto che le adesioni al voto salgono e sembrano vicine al 50%, la risposta più seria è invece di ANDARE A VOTARE.
Non è solo una scelta ambientalista, posto che le zone interessate sono tra le più pregiate dal punto di vista naturalistico. Non è neppure una scelta di tipo economico: infatti si è verificato che sono stati creati ben pochi posti di lavoro, mentre il materiale estratto non ha comportato un solo euro di diminuzione delle accise statali sui prodotti petroliferi.
In altri termini, il prodotto delle estrazioni locali, sommato – molto di più – al CROLLO del prezzo del petrolio (che era sempre stato la palla al piede di qualunque governo italiano), non si è tradotto in alcun beneficio per il cittadino consumatore, ma solo in vertiginosi e scandalosi profitti per i colossi petroliferi, che ormai tengono in pugno i governi e le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo.
Quando ci sarà un Ente – pubblicamente responsabile – che amministrerà in positivo i proventi dei nostri giacimenti, dimostrando con i costi in diminuzione per i cittadini che stiamo estraendo ricchezza per la popolazione e non per gli speculatori e corruttori, saremo tutti in grado di decidere se vale la pena di compiere ulteriori sacrifici sul versante della preservazione ambientale.
Ogni perplessità residua dovrebbe essere stata abbattuta dallo scandalo di questi giorni, che ha portato alle dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi con riferimento alle sconcertanti intercettazioni telefoniche con il fidanzato Gianluca Gemelli e di questi con terzi soggetti petrolieri.
Ciascuno ha potuto fare le sue considerazioni circa le posizioni non solo dell’apparato governativo inerente al settore dell’Economia industriale(!!!), ma all’atteggiamento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e della sua onnipossente Ministra Maria Elena Boschi.
In qualsiasi Paese civile dove vigano uno Stato di diritto e una democrazia parlamentare, per una vicenda del genere non sarebbe stata ridicolmente “scaricata” una singola ministra, ma l’intero Governo, con il Premier in testa, avrebbe rassegnato le dimissioni entro 24 ore!
Invece il giovane Premier che twitta e chatta in maniche di camicia il “cambiareverso”, quello che insieme ai suoi diceva ad “altro” Presidente del Consiglio che doveva disciplinatamente rassegnarsi ai suoi duecento processi, e ad “altri” ancora che dovevano “stare sereni” quando venivano attaccati, da parte sua sfida i magistrati e dice con arroganza che l’emendamento sotto inchiesta è suo. Se un atteggiamento simile lo avesse adottato Berlusconi, la sinistra italiana e i rottamazionisti renziani, avrebbero scatenato l’inferno!
La Ministra Boschi – che fu severissima con la Ministra Cancellieri per una telefonata di tono “familiare” con importanti indagati, dicendo che lei si sarebbe certo dimessa – non solo non si dimette (già non s’era dimessa per le vicende del padre….), ma sfoggia sorriso di sicurezza di fronte a qualunque telecamera. Se i Governi di centrodestra si fossero contenuti così, le sinistre politiche, sindacali, radiotelevisive, dello spettacolo e della “cultura”, avrebbero preteso che la Presidenza della Repubblica, la Comunità Europea, l’ONU, la NATO, Amnesty International, la Croce Rossa, il Telefono Azzurro e quello Rosa (e via scherzando) intervenissero per …..salvare l’Italia!!!
E allora, non verrà salvata certo per questo solo l’Italia, né recuperate libertà e democrazia morenti, né restaurata la pubblica moralità di governo con questo solo voto, né bloccati per sempre gli speculatori senza volto e senza bandiera, ma un segnale di vita reattiva bisogna darlo.
Che il referendum del 17 aprile ottenga il quorum dei votanti e che prevalga il “Sì” ha dunque il suo importante

Mario Bozzi Sentieri