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L'azione politica
Nell’ambiente della politica, per solito, si sprecano gli slogan, ma
c’è un vuoto preoccupante di definizioni: cosa voglia dire essere di
destra o, meglio, cosa significhi destra e, segnatamente, destra
sociale, di solito è materia emotiva, fisicamente percepibile, ma
raramente giustificata dalle opportune spiegazioni razionali.
Insomma, essere un uomo di destra, mercè il retaggio delle lotte
politiche degli anni Settanta e Ottanta, è diventato sinonimo di una
scelta empatica, di un istintivo schierarsi, piuttosto che di un modo di
fare politica, di una Weltanschauung, di un’impostazione morale.
Oggi, Alleanza Nazionale è un partito grande e moderno; e se è indubbio
che le sue origini siano quelle missine e, pertanto, riconducibili, in
qualche modo, all’esperienza dell’ultimo fascismo, è altrettanto
indubbio che oggi in A.N. siano presenti esclusivamente componenti
pienamente democratiche: non solo sono scomparsi atteggiamenti
nostalgici, ma, talvolta, addirittura, si esagera in senso opposto,
negando perfino che esista un’agnazione che, per quanto qualcuno possa
trovarla imbarazzante, pure è innegabile. Dicevamo di Alleanza Nazionale
che essa è un partito europeo, moderno, che dà un’immagine di sé
dinamica e pragmatica; pure, al suo interno continuano a convivere
pacificamente diverse anime, che incarnano, per così dire, la storia
della destra italiana.
Vi sono dei tranquilli conservatori e vi è anche qualche ideologo un
tantino più radicale dal punto di vista dei rapporti col popolo. Questo
qualcuno è rappresentato, appunto, dalla destra sociale; la quale, si
badi, non è una corrente di A.N. (il che farebbe pensare ad una specie
di Democrazia Cristiana), ma è una definizione che raccoglie sotto di sé
tutti coloro i quali ritengano, all’interno della destra, che sia
necessaria un’attenzione per il sociale superiore a quella che il
liberismo tradizionale gli riserva solitamente. Marco Cimmino |